Una strada di Chieuti con un'antica torre in mattoni e pietra dal tetto in coppi, case gialle con balconi e un cartello stradale che indica Serracapriola
Una strada di Chieuti con un'antica torre in mattoni e pietra dal tetto in coppi, case gialle con balconi e un cartello stradale che indica Serracapriola. Foto: Asia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Basta percorrere circa 5 km da Serracapriola verso il mare per arrivare in un paese con una storia particolare. A Chieuti, l'ultimo comune della Puglia prima del Molise, molti abitanti parlano ancora, accanto all'italiano, l'arbërisht, la lingua portata qui più di cinque secoli fa da profughi albanesi. È una delle due comunità arbëreshë della provincia di Foggia e fa parte di un piccolo mondo che si estende oltre il confine regionale, nei paesi del basso Molise. Ai nostri ospiti consigliamo spesso di dedicarle almeno qualche ora: è un modo diverso di conoscere questo territorio di confine.

Chi sono gli arbëreshë

Con il nome di arbëreshë si indicano gli albanesi d'Italia, discendenti delle popolazioni che, fra il Quattrocento e il Settecento, lasciarono i Balcani in diverse ondate migratorie. Il momento decisivo fu la seconda metà del XV secolo: dopo la morte nel 1468 di Giorgio Castriota Scanderbeg, l'eroe che aveva guidato la resistenza albanese, e con l'avanzata ottomana, molti albanesi trovarono rifugio nel Regno di Napoli, dove gli Aragonesi li accolsero e concessero loro terre spesso spopolate da ripopolare.

Chieuti fu fondata proprio in quegli anni, fra il 1461 e il 1470, grazie ai coloni albanesi. La stessa cosa accadde in diversi paesi vicini, che ancora oggi formano una piccola costellazione arbëreshë a cavallo fra Puglia e Molise.

Una lingua antica, ancora viva

L'arbërisht deriva dal tosco, la varietà di albanese parlata nel sud dell'Albania, ma si è sviluppato per secoli lontano dalla madrepatria: per questo conserva forme antiche e ha accolto molte parole dall'italiano e dai dialetti locali. Dal 1999, con la legge 482 sulle minoranze linguistiche storiche, la lingua albanese è riconosciuta e tutelata in Italia.

In arbërisht il paese si chiama Qefti. Passeggiando per le sue strade non stupitevi se, fra le persone anziane, sentite parlare una lingua che non sembra né italiano né dialetto pugliese.

Le comunità vicine

In provincia di Foggia l'altra comunità arbëreshë è Casalvecchio di Puglia, nei Monti Dauni. Oltre il confine, nel basso Molise, si trovano quattro paesi di tradizione albanese: Campomarino (a circa 25 km da noi), Portocannone, Ururi e Montecilfone. Ognuno conserva, in misura diversa, la lingua e alcune tradizioni comuni.

La festa di San Giorgio e la carrese

Il momento in cui l'identità di Chieuti si esprime con più forza è la festa del patrono, San Giorgio martire, celebrato il 23 aprile. Ogni anno, nei giorni attorno a questa data, il paese vive la sua festa più attesa, che culmina nella carrese: una corsa di carri di legno trainati da coppie di buoi, accompagnati da cavalieri, che attraversa la campagna fino alla chiesa di San Giorgio, nel centro del paese. I carri rappresentano diversi gruppi del paese, che nei giorni precedenti curano con attenzione la preparazione degli animali, e la corsa è seguita da tutta la comunità, con un'atmosfera di grande partecipazione.

La chiesa di San Giorgio Martire, del Cinquecento, è il cuore religioso di Chieuti e custodisce un dipinto settecentesco del santo che uccide il drago.

Le corse dei carri sono una tradizione condivisa da diversi paesi del basso Molise: a Ururi la carrese si svolge ogni anno il 3 maggio, legata alla festa del Santo Legno della Croce, mentre a Portocannone si corre il lunedì dopo Pentecoste, in onore della Madonna di Costantinopoli. Date, percorsi e programmi possono cambiare: prima di organizzarvi vi invitiamo a verificarli sui canali ufficiali dei Comuni, delle parrocchie e delle Pro Loco.

Visitare Chieuti partendo da Serracapriola

Chieuti è vicinissima: in auto bastano pochi minuti. Il paese sorge su un'altura fra il torrente Saccione e il fiume Fortore, con il mare a breve distanza: la sua frazione costiera, Marina di Chieuti, è a circa 14 km dalla nostra struttura. Si può quindi combinare facilmente una passeggiata nel centro del paese con un pomeriggio al mare.

  • Visitate il centro storico e la chiesa madre di San Giorgio.
  • Se vi trovate qui a fine aprile, informatevi sul programma della festa patronale.
  • Proseguite verso la costa molisana per scoprire gli altri paesi arbëreshë, a cominciare da Campomarino.

Al rientro, la Guest House Dimora Fiorita vi aspetta nel centro storico di Serracapriola, a pochi passi dal Castello: alloggi indipendenti per 2-4 persone, con angolo cottura attrezzato, aria condizionata e Wi-Fi in fibra gratuito, per raccontarsi la giornata con calma.

Il territorio a portata d’auto

Alloggi indipendenti da 2 a 4 ospiti, per coppie, famiglie e piccoli gruppi, fra il Gargano, il Molise e la costa adriatica.