Ogni borgo ha la sua festa, e quella di Serracapriola cade all'inizio di settembre, quando l'estate comincia a rallentare e i campi dell'Alto Tavoliere sono ormai mietuti. È la festa di San Mercurio martire, patrono del paese, celebrata il 5 settembre con giorni di riti religiosi, musica e luci nel centro storico. Chi soggiorna da noi in quel periodo se la trova letteralmente sotto casa: vi raccontiamo come nasce e cosa aspettarsi, insieme alle altre ricorrenze che scandiscono l'anno del borgo.
Chi era San Mercurio
Secondo la tradizione, Mercurio era un ufficiale dell'esercito romano del III secolo, arrivato al grado di generale sotto gli imperatori Decio e Valeriano. Quando cominciarono le persecuzioni contro i cristiani dichiarò apertamente la sua fede e fu martirizzato in Cappadocia, la sua terra d'origine. La Chiesa lo ricorda il 25 novembre.
Il suo culto arrivò in Italia meridionale nell'alto Medioevo: nel 768 il principe longobardo Arechi II fece traslare le reliquie del santo nel monastero di Santa Sofia a Benevento, e da lì la devozione si diffuse nei territori legati ai Longobardi beneventani. A Serracapriola San Mercurio risulta venerato già nel XII secolo nella chiesa che porta il suo nome, la chiesa di San Mercurio martire, che è oggi la chiesa madre del paese. Lo stesso santo è patrono anche di Toro, in Molise, e fra le due comunità esiste un gemellaggio nel suo nome.
Perché si festeggia a settembre
Per secoli i serracapriolesi festeggiarono il patrono il 25 novembre, giorno del martirio. Era però un periodo scomodo: le piogge autunnali rendevano difficili le celebrazioni all'aperto e molti abitanti erano impegnati nella semina del grano. Nel novembre del 1815 papa Pio VII accolse la richiesta della comunità e spostò la ricorrenza al 5 settembre, la data ancora oggi in vigore.
La storia della festa ha avuto anche i suoi momenti difficili. Nel 1873 fu rubato il busto d'argento del santo donato alla chiesa nel Settecento, e per anni le celebrazioni persero slancio. Fu solo nel secondo dopoguerra, per iniziativa del parroco di allora, che dal settembre 1945 il paese tornò a festeggiare il patrono con tutta la solennità di un tempo.
Come si vive la festa
I festeggiamenti si concentrano nei primi giorni di settembre e uniscono due anime, come in tutte le feste patronali del Sud:
- La parte religiosa: celebrazioni nella chiesa di San Mercurio e la processione per le vie del paese, con l'immagine e le reliquie del santo accompagnate dai fedeli e dalla banda.
- La parte civile: luminarie nel centro storico, bande e musica in piazza, serate da trascorrere passeggiando fra le vie illuminate.
- La fiera: legata alla festa c'è un'antica fiera, documentata già nel Seicento e oggi conosciuta come fiera di Santa Rosalia, che si tiene in genere il 4 settembre. Un tempo era una fiera del bestiame; oggi è un mercato vario, da girare con calma.
Il programma cambia di anno in anno: vi consigliamo di verificare date e appuntamenti sui canali ufficiali del Comune di Serracapriola e della parrocchia prima di organizzare il viaggio.
Le altre feste dell'anno
San Fortunato, il compatrono
Fra la fine di maggio e l'inizio di giugno Serracapriola festeggia anche San Fortunato martire, compatrono del paese. La sua festa, nata a metà Settecento, nell'Ottocento divenne per un periodo la più sentita del borgo. Ancora oggi prevede la processione con l'urna del santo, le luminarie e la musica in piazza Castello: un'ottima occasione per scoprire il paese in tarda primavera.
Il 2 luglio e il pellegrinaggio da Chieuti
Il 2 luglio, festa della Madonna delle Grazie, si rinnova una tradizione che unisce Serracapriola alla vicina Chieuti, a circa 5 km. All'alba i fedeli chieutini partono a piedi verso il convento dei Cappuccini di Serracapriola, a circa 2 km dal centro, per ringraziare la Madonna che secondo la tradizione salvò il loro paese da un'incursione dei Turchi nel Cinquecento. È un rito semplice e molto partecipato, che racconta bene il legame fra le due comunità.
Anche per queste ricorrenze, date e orari vanno sempre verificati con la parrocchia, il convento o il Comune.
Vivere la festa dal centro storico
La Guest House Dimora Fiorita si trova nel centro storico, a 20 metri dal Castello: nei giorni di festa potete uscire a piedi e rientrare quando volete, senza pensare all'auto. Gli alloggi sono indipendenti, con aria condizionata, Wi-Fi in fibra gratuito e angolo cottura attrezzato; la colazione non è inclusa, così potete organizzarvi con i vostri orari, anche dopo una serata di musica e luminarie. Bambini benvenuti, con culle disponibili su richiesta.
Dopo la festa, un alloggio tutto per voi
Alloggi indipendenti con bagno privato, aria condizionata e Wi-Fi in fibra: si rientra quando si vuole.